Hard disk esterno SSD

Hard disk esterno ssdIl disco rigido, conosciuto anche come disco fisso, è un dispositivo elettronico di memoria che trova impiego per l’archiviazione di dati, file, sistemi operativi e programmi.

Rispetto ai modelli tradizionali, l’hard disk esterno SSD (acronimo di Solid State Drive), si differenzia in quanto utilizza memoria flash, sfruttando tecnologie differenti rispetto agli hard disk tradizionali, che ne hanno cambiato in maniera radicale la gestione.

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Hard disk esterno SSD: che cos’é?

Gli hard disk esterni SSD non devono essere considerati necessariamente come il risultato di un’evoluzione di quelli tradizionali, ma piuttosto come una loro modificazione.

Un’unità a stato solido, infatti, scostandosi dalla struttura dei dischi rigidi, non contiene parti meccaniche (come piatti di rotazione oppure testine), per migliorare resistenza e durevolezza. E in assenza di questi componenti è molto più raro che, in seguito a incidenti di vario genere, il prodotto possa rompersi.

Un’operazione simile è stata resa possibile grazie all’impiego di particolari accessori, i collettori Serial Advanced Technology Attachment (SATA), che possiedono requisiti compatibili praticamente con tutte le schede madre. Utilizzando collettori RAM, questi hard disk offrono ottime prestazioni, anche se sono condizionati da fattori temporali, poiché hanno una durata limitata.

Anche se le ditte produttrici assicurano che la loro funzionalità ò garantita fino a 10 anni, in realtà con il passare del tempo le loro performance si abbassano a causa di malfunzionamenti. Secondo alcune statistiche, comunque, vengono sostituiti con una frequenza inferiore del 25% rispetto a quelli tradizionali, consentendo quindi un buon impiego.

Inizialmente, questi dispositivi venivano montati soltanto su computer portatili, ma grazie a un progressivo perfezionamento strutturale adesso si trovano con frequenza anche su notebook ultrasottili e su tablet. La loro operatività si è inoltre progressivamente velocizzata, ottimizzando la capacità di trasferimento dati rispetto al passato.

Nella scelta di un prodotto del genere è necessario valutare attentamente le proprie esigenze: se ad esempio le tue necessità prioritarie sono quelle di poter disporre di uno spazio d’archiviazione a 1 TB oppure a 2 TB, ti conviene sempre orientarti verso un hard disk tradizionale.

Se invece l’opzione principale è relativa alla velocità di scrittura oppure alle prestazioni funzionali dell’apparecchio, la scelta quasi obbligata è un hard disk esterno SSD.

Come funziona un hard disk esterno SSD

La principale caratteristica funzionale delle unità di memoria a stato solido è quella di memorizzare ingenti quantitativi di dati in maniera non volatile e senza servirsi di parti meccaniche, come invece succede con i modelli tradizionali.

La loro operatività dipende dalla flash memory (memoria flash), in grado di registrare le informazioni su speciali transistor, che si comportano come vere e proprie celle di memoria capaci di mantenere la carica elettrica per lunghi intervalli di tempo.

Il funzionamento degli SSD presuppone una tecnologia particolarmente veloce nella lettura e scrittura dei dati, che comporta un dispendio energetico più contenuto, un minore surriscaldamento e una minima emissione sonora. Questi hard disk inoltre hanno dimensioni più piccole e forme più compatte rispetto alle unità storage.

Un SSD funziona sfruttando le prestazioni di tre componenti, che sono memoria cache, microprocessore e super-condensatore. La memoria viene utilizzata dal microprocessore per registrare temporaneamente i dati utili, mentre il super-condensatore funziona come una batteria, ma con maggiore velocità.

Una prestazione caratteristica della memoria a stato solido è quella di poter completare operazioni già avviate, come ad esempio la scrittura di informazioni, anche se si interrompe l’alimentazione.

Complessivamente, gli hard disk esterni SSD sono senza dubbio dispositivi affidabili, veloci, versatili e pratici. Tuttavia non hanno ancora rimpiazzato del tutto i modelli precedenti, poiché richiedono alcuni perfezionamenti.

SSD versus HDD: confronto

Dal punto di vista della durata, è noto che gli SSD non durano a lungo e tendono a invecchiare piuttosto rapidamente, anche per il carico di prestazioni che sono in grado di offrire. D’altra parte, anche i dischi HDD non garantiscono una durata eccezionale, ma subiscono processi d’invecchiamento analoghi ai precedenti.

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Il fattore velocità è nettamente a favore dei dispositivi solidi, che sono decisamente più performanti, essendo unità dotate di molto spazio libero non allocato.

La gestione degli hard disk SSD è condizionata dal fatto che l’amplificazione della scrittura può cancellare parte della memoria flash, dato che a differenza dei dischi HDD le celle di memoria richiedono un reset prima della scrittura.

Il reset può essere effettuato su grandi blocchi di celle, di capacità pari a 2 MB, costringendo l’operatore a copiare periodicamente i dati che devono essere conservati. Questo procedimento rallenta in maniera significativa il funzionamento.

Gli HDD richiedono operazioni di deframmentazione, che riducono la vita del drive, provocando latenze e perdite di prestazioni durante l’utilizzo. Gli SSD, invece, non presuppongono questa opzione.

Uno dei requisiti maggiormente qualificanti degli hard disk esterni SSD è relativo alla possibile compressione dei dati, che può arrivare a ridurre fino a 5 volte il quantitativo di informazioni da scrivere e leggere.

Gli HDD sono 100 volte meno veloci degli SSD per quanto si riferisce alle operazioni sequenziali, pur esendo comunque estremamente affidabili, molto convenienti e capaci di offrire un esteso spazio di archiviazione dati.

Gli SSD si caratterizzano per un’elevata silenziosità, per emettere poco calore, per aprire rapidamente programmi e applicazioni, per salvare i file senza frammentazione.

Se il fattore tempo costituiva fino a poco tempo fa un aspetto squalificante per il loro funzionamento, i modelli più recenti si distinguono per una maggiore durata e quindi prestazioni nettamente superiori.

Sia HDD che SSD sono disponibili come unità sia esterne che interne e possono essere impiegati come dispositivi di archiviazione primaria oppure supplementare.

Una differenza basilare tra i due prodotti risiede nella loro operatività, in quanto un HDD funziona come un disco magnetizzato che viene scansionato da una testina digitale di scrittura/lettura per consentire l’accesso ai dati archiviati.

Un SSD invece opera mediante un’archiviazione digitale basata sull’impiego di schede di memoria flash in quanto non contiene parti mobili, funzionando in maniera analoga a una chiavetta USB.

Trattandosi di dispositivi molto compatti, gli SSD sono preferiti agli HDD nella produzione di tablet o notebook ultrapiatti. Infine gli hard disk esterni SSD possono resistere a carichi ben superiori a 500 GB, confermandosi tra gli accessori più comunemente montati sui Mac.